Nexi, leader italiano nei pagamenti digitali, ha ricevuto un’offerta non vincolante da TPG, il fondo di private equity americano, per l’acquisizione delle sue attività di soluzioni bancarie digitali. L’operazione, annunciata il 7 novembre 2025, potrebbe valere centinaia di milioni di euro e ridefinire la struttura del business dei pagamenti del gruppo, focalizzandolo su core competence come POS e acquiring. Il consiglio di amministrazione sta valutando la proposta, in linea con la strategia di ottimizzazione post-fusione con SIA .
TPG, con oltre 200 miliardi di asset gestiti globalmente, punta a espandersi nel fintech europeo attraverso questa mossa. L’offerta copre asset chiave come piattaforme di digital banking, inclusi servizi di open banking e API per istituti finanziari, che generano ricavi annui stimati in 150 milioni di euro. Nexi, che ha costruito queste soluzioni per supportare la transizione digitale delle banche, vede nell’operazione un’opportunità per cedere non-core business e rafforzare la redditività .
La proposta arriva in un momento di consolidamento per il settore dei pagamenti italiano. Dopo la fusione Nexi-SIA nel 2021, che ha creato un gigante con 1,5 miliardi di ricavi e 13.000 clienti, il gruppo affronta pressioni competitive da player come Adyen e Stripe. Cedendo le soluzioni digitali, Nexi potrebbe liberare risorse per investimenti in pagamenti contactless e BNPL, settori in crescita del 20% annuo in Italia .
Il management di Nexi, guidato dal CEO Paolo Bertoluzzo, ha confermato che l’offerta è preliminare e non vincolante, con negoziazioni in corso. L’operazione richiederebbe approvazioni antitrust dalla Consob e dalla Commissione UE, data la dimensione di TPG. In caso di chiusura, potrebbe generare plusvalenze significative, finanziando un piano di buyback azionario o dividendi .
Questa transazione si inserisce nella riforma TUF approvata a fine ottobre, che unifica le soglie OPA al 30% e semplifica delistings. Tali cambiamenti facilitano M&A nel fintech, attraendo capitali privati come quelli di TPG. Nexi, quotata al FTSE MIB, beneficia di un ecosistema più dinamico, con potenziali delistings per joint venture future.
Nel contesto bancario più ampio, l’ABI sostiene innovazioni come queste, allineate all’euro digitale. Nexi, partner di banche per piattaforme di pagamento, integra già API compatibili con la moneta elettronica BCE. L’offerta TPG potrebbe accelerare l’adozione di open banking, riducendo costi operativi del 15% per gli istituti.
I risultati del settore rafforzano l’interesse di investitori. FinecoBank ha superato stime Q3 con flussi netti record a 1,3 miliardi in ottobre, mentre MPS ha rivisto al rialzo gli obiettivi 2025. Questi successi dimostrano resilienza nonostante i contributi fiscali di 4 miliardi chiesti dal governo alle banche per il 2026.
Mercati reagiscono con ottimismo cauto. Piazza Affari, con volumi in calo il 7 novembre, vede il titolo Nexi salire del 3,2%, trainato da speculazioni su valuation. Il FTSE MIB mantiene guadagni mensili del 2,72%, in attesa di Moody’s l’8 novembre, dove basso rischio di downgrade per debito al 141% del PIL supporta deal come questo.
TPG, noto per investimenti in fintech come Airwallex, mira a integrare le asset di Nexi nella sua piattaforma globale. Le soluzioni digitali includono tool per PSD2 e instant payments, servendo 200 banche italiane. L’acquisizione potrebbe espandere TPG in Europa meridionale, competendo con Visa e Mastercard .
Per Nexi, la cessione ridurrebbe complessità post-fusione. Il gruppo ha già ottimizzato con cost cutting del 10% annuo, raggiungendo un EBITDA margin del 45%. Focalizzandosi su acquiring e issuing, Nexi punta a una crescita organica del 7% nei ricavi 2026, sostenuta da 50 milioni di transazioni mensili .
L’operazione impatta il panorama competitivo. Con il PNRR che assegna 50 miliardi a digitale, Nexi rafforza il ruolo di hub per PMI. Cedendo asset non-core, libera capitali per espansione in BNPL e crypto-payments, settori con margini al 30%.
Giorgetti, nel difendere la manovra di bilancio, nota come riforme fiscali favoriscano M&A. Il contributo di 4 miliardi dalle banche non frena deal, grazie a CET1 solido al 15,5%. Nexi, non direttamente colpita, beneficia di liquidità per operazioni strategiche.
Confindustria elogia transazioni che attraggono FDI. Il manifatturiero, con PMI a 49,9, usa piattaforme Nexi per supply chain digitali. L’offerta TPG accelera innovazione, creando 5.000 posti in tech entro 2027.
Il FMI vede in questi deal un boost alla produttività. L’Italia, con debito elevato, riduce dipendenza bancaria tramite capitali privati. Nexi esemplifica come fintech diversifichi funding, allineandosi alla Capital Markets Union UE.
Investitori retail, tramite app come quelle di FinecoBank, monitorano l’operazione. Titolo Nexi, a 12 euro, offre upside del 15% se deal chiude. Dividendi yield al 4% attrae fondi pensione.
L’UE approva preliminarmente, data la scala. Antitrust vigila su concentrazioni, ma TPG porta know-how USA. L’euro digitale integra asset ceduti, con Nexi leader in interoperability.
Analisti di Equita prevedono chiusura entro Q1 2026. Valuation 5-7x EBITDA per asset, generano 300 milioni cash. Mercati attendono asta BOT 12 novembre per funding.
Critici temono frammentazione, ma Bertoluzzo rassicura su focus core. Operazione allinea con piano 2025-2027, ROE al 12% .
Per PMI, deal significa servizi più efficienti. Nexi, post-cessione, accelera pagamenti green, supportando PNRR.
UE Commission vede opportunità CMU. Italia compete con Nord Europa in fintech.
Dettagli dell’Offerta TPG
Non vincolante: Copre digital banking platforms, ricavi 150 mln. Negoziazioni in corso, approvazioni Consob/UE. Valuation preliminare 500-700 mln .
Impatto struttura: Focus su POS/acquiring, EBITDA +5%. Liberazione risorse per BNPL/crypto .
Contesto Settoriale
Fintech Italia: Fusione Nexi-SIA crea leader, ma competizione globale. Riforma TUF facilita M&A.
ABI/euro digitale: Sinergie con open banking. Costi dilazionati supportano innovazione.
Prospettive per Nexi
Crescita 7% ricavi 2026: 1,6 miliardi. Buyback/dividendi da proceeds. ROE 12%, margine 45% .
PNRR: 50 miliardi digitali, Nexi hub PMI. Creazione 5.000 posti tech.
In conclusione, l’offerta TPG per asset digitali di Nexi segna una svolta strategica. Cedendo non-core, il gruppo rafforza pagamenti core, in un settore in fermento. Operazione allinea riforme e innovazione, trainando crescita italiana.
Questa analisi integra annunci ufficiali e proiezioni. Nexi consolida leadership fintech. Deal chiuderà dinamismo mercati.
